
Pillole di noi.
Quello che scriviamo io e Pesciolina è esattamente quello che percepiamo, sentiamo e viviamo. Ogni giorno prendiamo ispirazione da un dettaglio o una sfumatura diversa. Cerchiamo di fotografare l’elemento che risalta, trasformarlo in parole e trasmetterlo in un articolo. In questi mesi abbiamo colto tanti momenti, tante riflessioni, tanti sussulti giunti direttamente dal cuore, e abbiamo provato a raccoglierli qui, su Trentanni. Pillole di noi.
La nostra storia si specchia in questo blog. C’è un continuum: l’amore che ci unisce non si prende pause. Una volta compreso che l’attrazione, mentale e fisica, non era l’unico elemento di richiamo reciproco, che la stima e l’affetto non erano sufficienti a spiegare ciò che provavamo, abbiamo preso atto che l’unico termine in grado di riassumere le nostre sensazioni, era “Amore”. L’amore c’è sempre, non è mai in discussione; purtroppo siamo spesso costretti a viverlo in frammenti, pillole appunto.
Ieri è stata una giornata in cui la “corrispondenza di amorosi sensi” ci ha catturato e tenuti stretti. Abbiamo avuto l’opportunità di viverla insieme a tratti, con tante interruzioni in mezzo, ma anche con tanta volontà di concederci tempo per stare insieme. Raramente ci è concesso di poter chiacchierare così a lungo, coccolarci, staccarci dagli impegni quotidiani e dedicarci a noi. Potremmo azzardare che, se continuassimo a definire pillole, i minuti in cui abbiamo potuto comunicare, siamo andati a dormire in overdose. La meno pericolosa e più dolce che ci possa essere.
L’ultima delle nostre pillole è stata quella a cui più spesso dobbiamo rinunciare. Prima di darci la buona notte, ci siamo rinchiusi nella nostra bolla. Non abbiamo semplicemente scritto e letto parole su un telefono cellulare; abbiamo riportato in vita le emozioni che sappiamo regalarci quando le nostre mani sono unite, le nostre labbra si sfiorano, Pesciolina ed Acero si intrecciano tra loro, la loro pelle aderisce e diventano un essere unico, colmo d’amore. Sono stati minuti tutti nostri, pillole della nostra meravigliosa storia.
“Celeste è questa corrispondenza di amorosi sensi, celeste dote è negli umani”, scrive il poeta Ugo Foscolo nella sua opera “Dei sepolcri”. Questo noto verso, che molti di noi avranno studiato a scuola, è da sempre uno dei miei preferiti, perché parla dell’Amore che può nascere tra gli esseri umani, creando un legame fortissimo, indissolubile, che va oltre il tempo, e lo spazio, e i confini del corpo. Spesso dico ad Acero che tra me e lui c’è questa corrispondenza di amorosi sensi, e che essa è qualcosa di diverso dalla telepatia (che pure noi due abbiamo: capita davvero tanto spesso che ci telefoniamo contemporaneamente, oppure che ci scambiamo, nello stesso istante, un messaggio di contenuto identico): è un desiderio l’uno dell’altra che non è soltanto fisico ed erotico, e che non esprime solamente una sorta di bisogno; è come un richiamo che ci afferra l’anima e ci spinge verso la persona amata…scontrandosi, purtroppo, con la dura realtà che non ci possiamo incontrare.


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Sia l’amore ad indicarti il cammino
Oggi ho pensato a quanti progressi abbiamo fatto io e Acero nel vivere la nostra storia d’amore. Non soltanto come coppia, bensì come individui. Si dice che l’Amore vero, quello che fa bene, porta, tra i suoi innumerevoli benefici, anche quello di migliorarsi come persone, non solo nei confronti dell’amato ma anche verso gli altri e, ovviamente, verso se stessi. Di questo io sono sempre stata convinta, e oggi che lo sto sperimentando nella mia storia con Acero, ne ho una nuova conferma.