Amore

Articoli ispirati all’amore

La crescita personale

La nostra storia è un fulgido esempio di crescita personale.

Ogni volta che io e Acero ci rivediamo, l’asticella si alza (ps: non è una battuta a doppio senso!) e noi, come coppia, ci eleviamo ad un grado superiore di benessere e stupore.

Ed accade, spontaneamente e senza alcuno sforzo, proprio quello che viene perseguito dai percorsi di miglioramento personale, attraverso esercizi pratiche, riflessioni teoriche e tanto impegno.

Ieri Pesciolina ed Acero si sono finalmente incontrati dopo ben due mesi di distacco forzato.

Ebbene, ogni singolo istante del tempo passato insieme è stato fluido, pieno di emozione, arricchente, meraviglioso.

E’ stato quasi perfetto, e dico “quasi” perché si può ritenere, con ragionevole probabilità, che la prossima volta io e te, caro Acero, arriveremo ancora più vicini al concetto di perfezione. Miglioreremo. Perché questo fa la nostra storia: si sviluppa ed evolve nel nome dell’Amore.

La sua crescita personale è lampante ai nostri occhi e, ancora di più, ai nostri cuori.

Noi come coppia miglioriamo, e quando crediamo di essere arrivati ad un punto davvero alto, ecco che la volta successiva ci ritroviamo a vivere una passione di corpi ed una comunione di anime ancora più intense, tanto da renderci stupefatti, incantati e commossi.

I polpastrelli delle mie dita che sfiorano la tua pelle nuda.

I nostri respiri a pochi centimetri di distanza.

Il mio orecchio che sente il battito del tuo cuore dal tuo petto.

Le tue mani, che mi sembrano sempre così grandi!

I nostri sorrisi e la gioia di stare insieme.

E le lacrime che vorrebbero sgorgare dai miei occhi, perché il sentimento è tanto forte e lo struggimento nel pensare che quelle poche ore insieme dovranno bastarci per tanto tempo, provoca una morsa allo stomaco e il desiderio di piangere.

Ma va bene così: sono felice di essere innamorata di Acero e, soprattutto, di poterlo amare.

Se la crescita personale è quella che stiamo vivendo io e te ogni giorno, beh, caro Acero, tu sei un meraviglioso mental coach!…

Compleanno!

In questi giorni estivi arriva il compleanno di Pesciolina…cioè, il MIO compleanno!

Da qualche tempo mi rintrona in testa la famosa canzone di Mariah Carey “All I want for Christmas is you”. A prima vista, al netto dei tormentoni (a proposito…ma esistono ancora?!) è evidente che, nella calda estate italiana, non c’entra molto un brano che evoca le festività natalizie e scenari invernali…Sì, lo so, ma è il messaggio che conta.

Messaggio che, nel mio caso, è il seguente: tutto quello che vorrei per il mio compleanno è…Acero!

Lo posso cantare sulle note della canzone della Carey, lo posso scrivere su questo blog; posso dirlo dire in videochiamata; potrei pubblicarlo su un cartellone lungo l’autostrada che connette me ed Acero, e farci un post su instagram o un video su youtube…il concetto è, e resta, sempre quello: vorrei che il mio regalo di compleanno fosse lui!

Tutto quello che voglio per il mio compleanno, sei tu Acero!

Con amore,

tua Pesciolina

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Ho bisogno di fermarmi…

…e tornare qui, sul nostro blog. Ho bisogno di fermarmi e restare un po’ tra queste pagine, in mezzo ai nostri ricordi e a quello che è casa nostra.

Non mi importa se rubo qualche minuto agli altri impegni: il tempo passato qui è ben speso, perché mi consente di essere Pesciolina, e quindi me stessa, e di soffermarmi a gioire dell’immensa fortuna che ho: io ho il mio cuore abitato da Acero.

È passato un anno da quando, per miei motivi lavorativi, io e lui eravamo costretti a rinunciare a molti appuntamenti, dovendo modificare la nostra routine.

In questi giorni mi pare di essere ritornata a quel periodo, seppure per motivi diversi e in un altro contesto. Ma il risultato è lo stesso: siamo entrambi di corsa, e infatti abbiamo anche “trascurato” il blog.

Ma oggi ho bisogno di fermarmi. E tornare qui, dove sto bene e posso chiacchierare, e parlare d’Amore, e sorridere.

Ci tocca spesso combattere con i soliti maledetti imprevisti e talvolta tutto pare congiurare contro di noi. Purtroppo abbiamo vissuto una situazione del genere qualche giorno fa, quando il nostro meraviglioso incontro ha dovuto subire un notevole ritardo e ci ha sottratto tantissimi minuti. E per noi conta ogni istante.

Oggi è bello potermi fermare qui e scrivere un’altra dichiarazione d’amore ad Acero.

Ogni volta che lo rivedo di persona, il mio corpo e la mia anima si proiettano immediatamente verso di lui.

Tutti i tasselli vanno magicamente al loro posto, quando noi due siamo insieme.

Non ci sono confini, limiti, mancanze, età, barriere.

Ho bisogno di fermarmi e tornare qui, oggi e anche domani e dopodomani, per trent’anni e oltre.

Desidero rivivere – e in questo luogo speciale posso farlo – ciò che accade quando il corpo di Acero scivola sul mio e noi due, legati in un abbraccio caldo, ci guardiamo negli occhi e il respiro dell’uno si fonde nel respiro dell’altra.

Desidero lasciare una piccola, preziosa testimonianza di quanto può essere meraviglioso il dono dell’Amore.

 

Una dichiarazione d’Amore

Questo post, caro Acero, vuole essere una dichiarazione d’amore per te. Proverò ad esprimere quello che mi stai donando in questi ultimi giorni, sperando che le mie parole diventino una dedica speciale per te, tutta per te. Vorrei tanto che, leggendolo, tu sorridessi e ti sentissi emozionato.

Caro Acero, è da giovedì scorso, 8 maggio, che sto vivendo ed assaporando la scia del nostro incontro. Quella stessa sera è stato eletto il nuovo Papa e io ti ho fatto la battuta, forse ovvia ad una prima impressione, ma per me assolutamente veritiera, che quella data resterà storica anche per noi due.

Di sicuro, lo resterà per me: ho toccato vette sublimi di emozione, di senso di completezza e di gratitudine perché ti ho nella mia vita.

Mi hai detto che, quando stavi arrivando in auto, mi hai vista aspettarti nel piazzale, e il tuo cuore si è riempito d’amore. La stessa cosa è successa a me qualche istante dopo: quando ho incrociato il tuo sguardo, attraverso il finestrino, mentre parcheggiavi, il mio cuore ha avuto un sussulto e la mia anima ha immediatamente riconosciuto la tua e si è sentita bene. Nel momento in cui ci siamo abbracciati, sono tornata a casa e ho ricevuto benessere e felicità.

La mia dichiarazione d’amore per te è questa: ogni singolo momento vissuto con te è un momento perfetto.

Te l’ho detto quel pomeriggio, mentre facevamo l’amore: ti ho sussurrato avrei voluto fermare quell’istante in cui i nostri visi erano vicini e noi ci guardavamo, ed eravamo soltanto noi due. Noi con la perfezione del nostro amore. Certo, sappiamo bene entrambi che Acero e Pesciolina non sono perfetti, ma il nostro sentimento lo è! E  questo nostro Amore così grande ci dà la forza e il desiderio di migliorarci come persone e come coppia; ci esorta a portare pazienza quando non ci capiamo e a resistere quando dobbiamo affrontare giornate difficili.

Giovedì 8 maggio io e te abbiamo aperto la porta di una stanza e ci siamo ritrovati a casa.

Ci siamo presi per mano e abbiamo onorato il sentimento che ci unisce.

Io ti amo Acero, e ti amerò sempre.

La tua Pesciolina.

 

Due anni di noi

Due anni sono trascorsi. Non avevi un volto, e nemmeno un nome. Mi colpiva il tuo modo di scrivere: elegante e forbito, ma diretto e sicuro. Eri cordiale ed empatica; allo stesso tempo, potevi diventare dura e spigolosa all’occorrenza. Un bel caratterino, insomma. Mi hai suscitato interesse e simpatia.  Eri troppo intrigante perché mi accontentassi di assisterti dialogare con altri.

Due anni e qualche giorno fa, leggendo un tuo intervento, ho deciso di rendermi visibile ai tuoi occhi. Sono stato costretto ad aspettare quasi una settimana, poi, finalmente, hai replicato. Era la mattina del 7 Aprile 2023. Stavo per perdere le speranze di “incrociarti”. Ti ho immediatamente stuzzicata; la tua risposta mi ha fornito la sfrontatezza di bussare alla tua porta, poche ore dopo.

Tornando indietro di due anni, eravamo due persone con le proprie storie di vita, con le proprie cicatrici, con le proprie abitudini ed i rispettivi progetti. Frequentavamo luoghi diversi, avevamo a che fare con persone differenti e problemi distinti da affrontare. Esisteva un unico punto di contatto. Un piccolo angolino della nostra esistenza è quello che ci ha fatto incontrare, apparentemente in maniera del tutto casuale. In realtà io avevo notato te, e tu me.

La mia vita è cambiata da subito. Ho iniziato ad aspettarti, a sorridere intimamente quando ci contattavamo. Mi sono accorto che ti pensavo ininterrottamente. Pian piano prendevi forma. Più ti conoscevo e più ti trovavo speciale. Ho cominciato a gioire e soffrire intensamente. E’ successo. Quello che ormai credevo impossibile, è avvenuto: mi sono innamorato di te, Pesciolina.E siamo al secondo nostro anniversario.

Sono passati due anni. Oggi ti amo e mi sento amato. Le nostre storie si sono intrecciate. I tuoi luoghi diventano anche i miei luoghi, conosco indirettamente le persone che frequenti, i tuoi problemi abitano anche i miei pensieri. Il minuscolo punto di contatto si è evoluto: spesso aderiamo mentalmente l’uno all’altra come i nostri corpi quando ci amiamo. Due anni sembrano almeno dieci. Forse ci siamo sempre conosciuti, senza saperlo. Oggi la mia vita è anche la tua vita e desidero possa essere così per almeno trent’anni.

Il nostro risveglio

Caro Acero, quando ti penso ancora addormentato e in procinto di svegliarti, vorrei essere là con te, al tuo risveglio. Vorrei baciarti, accarezzarti, ed essere i primi occhi che incontrerai aprendo i tuoi. Vorrei che quel momento fosse nostro. Vorrei condividerlo con te; guardarti e viverti.

Stanno arrivando le giornate in cui la natura si risveglia dopo il torpore invernale, e le ore di luce si allungano.

Tra poco fioriranno i ciliegi e tutti gli alberi da frutto, e il cielo azzurro profumerà di primavera, e i prati verdi saranno pieni di fiori colorati. Già si vedono le margherite, le violette e i narcisi.

Io, caro Amore mio, penso al tuo risveglio di prima mattina, alle sensazioni che provo quando mi soffermo ad immaginare come potrebbe essere addormentarmi distesa accanto a te, sotto lo stesso lenzuolo, e risvegliarmi con il calore che sprigiona il tuo corpo quando è vicino al mio. Riesco ad immaginare la dolcezza di quei momenti, quando dal sonno e dall’abbandono dei sensi, si ritorna presenti a se stessi e ci si riaffaccia alla realtà della vita attiva.

Tu sei la mia realtà più bella.

Tu sei tutti i pensieri d’amore che entrambi teniamo dentro di noi senza manifestarli all’altro, perché le ventiquattr’ore non ci bastano per raccontarli.

Qui te ne ho appena dedicato uno, caro Acero: il nostro risveglio. Io e te insieme.

Un altro sogno della nostra storia d’amore che, prima o poi, realizzeremo!

San Valentino 2025

E’ il nostro primo San Valentino su Trentanni.

Partendo dal presupposto che San Valentino non è mai stata per me una ricorrenza particolarmente sentita, si tratta pur sempre della festa degli innamorati. Ed io lo sono tanto di te, Pesciolina. Tuttavia, nei giorni precedenti, ho atteso questa data combattuto tra il desiderio che arrivasse e quello che fosse già sorpassata.

In diverse circostanze ho temuto che oggi potesse non essere la nostra giornata, il nostro San Valentino. Ho avuto paura che la sofferenza per non poter stare con te, potesse superare la felicità di trovarci “insieme”, ancora dopo un anno.

Già…perché un anno fa Trentanni ancora non esisteva. Anzi, era allo stato embrionale nelle mie idee. Stavi attraversando un momento complicato e faticoso. Le tue difficoltà si ripercuotevano su di me. Da lì è derivata l’ispirazione per creare questo blog. Desideravo potesse essere un dono per te (magari per San Valentino) ed un ponte, che ci tenesse collegati, nonostante le distanze. Non sono arrivato in tempo e Trentanni ha preso vita con qualche giorno di ritardo.

Ho ricevuto il più bel regalo questa mattina, poco dopo le 8: dopo gli acciacchi dei giorni scorsi, ti ho vista in forma. Un dono l’ho ricevuto qualche giorno fa, proveniente da te. Un altro me l’hai confezionato nel corso della mattinata. Il tuo amore è il regalo prezioso che oggi custodisco gelosamente e bramo di ricevere quotidianamente.

Spero che questo breve articolo, in cui ti riporto quanto ti scrissi un anno fa, possa tu considerarlo un piccolo pensiero come anticipo di quello che spero presto tu possa ricevere dalle mie mani:

“San Valentino è fatto di rose, di cuori, di frasi d’amore (magari scopiazzate), di una cena fuori, di tempo per stare insieme. Per noi non è stato questo, ma il primo San Valentino pensando a te è stata una giornata piena d’amore, provato e ricevuto. Il nostro è quello che desidero, nonostante la nostalgia di te, di momenti per noi, di coccole vere nostre. Ho passato un San Valentino da persona innamorata e di questo ti ringrazio tanto❤️❤️❤️”

Oggi potrei ripeterti tutto questo, aggiungendo che ti amo ancora di più, pesciolina.

Cinque minuti

Caro Acero, ieri mi hai chiesto cinque minuti. “Ancora cinque minuti”. Le lancette dell’orologio da polso che ti ho regalato e che, prima che giacessimo insieme, ti eri tolto e avevi appoggiato sul comodino accanto al letto, segnavano l’orario che ci impone di iniziare a pensare che il nostro tempo insieme, nella giornata di ieri, stava volgendo al termine e presto ci saremmo dovuti salutare. Ma tu mi hai invitata a stendermi su di te e stringerci in un dolce e amorevole abbraccio per altri cinque minuti. Ho provato scherzosamente a contrattare, proponendo tre minuti, perché dovevamo impiegare del tempo anche per rivestirci. Ma tu sei stato irremovibile: “cinque minuti”, perché ne avevi bisogno. E così, mentre eri disteso sul letto e io in piedi nella stanza, hai allargato le braccia, hai sorriso anche con gli occhi e mi hai chiesto di raggiungerti e farmi abbracciare.

Siamo rimasti così, stretti l’uno all’altra, in silenzio, avvolti nel calore dei nostri corpi nudi. Tu mi accarezzavi i capelli, e io aspiravo il profumo della tua pelle. Tenevo gli occhi chiusi per percepire, con tutti gli altri sensi, il tocco delle tue dita su di me. Il benessere che ci siamo donati in quei cinque minuti è dentro di me e resterà un indelebile ricordo di tutto ciò che abbiamo provato, e proviamo. Del sentimento che ci lega.

Hai fatto bene ad insistere, caro Acero, perché tre minuti sarebbero stati troppo pochi. Anche se neppure i cinque, in realtà, sono stati abbastanza. Il fatto è che non sarà mai sufficiente, per noi, il tempo che passiamo insieme. Non è facile, lo sappiamo, ma siamo decisi a costruire il nostro futuro cinque minuti alla volta, ogni volta. Il nostro Amore non si fa intimorire dal tempo, tiranno o veloce che sia. Noi due attraversiamo le singole giornate con fiducia e pazienza. Il nostro tempo nessuno potrà sottrarcelo, perché noi due insieme siamo molto di più di un Uomo e una Donna, siamo due anime che si sono trovate e non si lasceranno mai.

Ciò che arriva

Acero parla spesso di ciò che gli arriva da parte mia. Si riferisce a quanto io riesco a trasmettergli, consapevolmente o meno, superando ogni distanza tra noi, sia fisica che emotiva. Ciò che arriva può essere la scia, oppure, talvolta, qualcosa di doloroso che lui è costretto a sopportare.

Ieri sera, dopo una giornata per lui difficile e particolarmente stancante per motivi di lavoro, non ha ricevuto da me ciò di cui aveva bisogno e si sarebbe aspettato dalla sua Pesciolina.

“Ciò che arriva qui, cosa pensi che sia? Tu quanto crederesti a quello che mi hai detto nell’ultima telefonata, se poi dieci minuti dopo io mi dimenticassi anche di mandarti un semplice messaggio? Se io ti dico che farò una cosa per te, io non mi dimentico”.

Mi dispiace, quando non riesco a fargli arrivare l’Amore, e le attenzioni e premure che sono parte integrante di tale sentimento; e purtroppo capita abbastanza frequentemente.

“Dispiace sicuramente più a me perché in certi momenti c’è una notevole differenza di attenzione per l’altro, e questo non c’entra con la gelosia”.

Lo so, caro Acero, capisco che cosa intendi dire.

“Certe volte, basandomi sui fatti, mi sento dimenticato completamente. A volte ci vogliono fatti, altrimenti le parole…svolazzano e non si fermano”.

Sì, hai ragione. Bisogna prestare cura a ciò che arriva all’altro per nostro tramite.

“Ho fiducia che le cose possano andare meglio in futuro. Io sbaglio in tante cose…ma cerco di non pensare mai che non posso farci niente, cerco di pensare che posso migliorare”.

E hai aggiunto: “Se ti senti amata e l’amore ti fa stare bene, starò meglio perché staremo crescendo insieme”.

Lo so, caro Acero, capisco che cosa intendi dire.

Se ciò che arriva è il sentirsi amato, anche l’altra persona sta bene. Questa è la strada da percorrere.

Il nostro cammino procederà migliorando e crescendo, passo dopo passo. Te lo prometto, e ti prego di credermi, amore mio!

All’improvviso

Noi siamo fatti così: all’improvviso, dalle stelle luminose che illuminano il cielo del nostro Amore, precipitiamo rovinosamente a terra, e ci ritroviamo rinchiusi in anguste stalle, al buio e isolati l’uno dall’altra. Soffriamo, non ci comprendiamo, ciascuno di noi affronta la propria personale lotta interiore e, financo, il lutto (quest’ultimo è la mia specialità: sono solita immaginare i più cupi scenari in cui la mia vita si svolge senza Acero accanto a me). E poi, quasi senza accorgercene, all’improvviso, ci risolleviamo entrambi dalla caduta; alziamo di nuovo lo sguardo verso il nostro cielo e, soprattutto, ci lasciamo nuovamente inondare e travolgere dalla luce e dal calore del nostro Amore.

Siamo fatti così, io e Acero: siamo fatti di alte e basse maree, di vette innevate e precipizi profondi, di calore avvolgente e di ghiaccio che annienta. Siamo preda di improvvisi cambiamenti di umore, di gioia e dolore che si alternano, repentini, nella stessa giornata, in un’altalena di emozioni contrastanti.

Non ci abbiamo ancora fatto l’abitudine, a tutto questo…e non credo la faremo mai: sicuramente, io e Acero preferiremmo un lungo periodo di quiete, in cui stringerci la mano e guardarci negli occhi, in silenzio e tranquillità. Ma siamo ben consapevoli che, almeno per questi primi tempi della nostra storia, siamo destinati ad avere i nostri cuori perpetuamente in tempesta.

Ma ciò che non dobbiamo mai dimenticare è che, ovunque io e Acero ci troviamo, e indipendentemente dalla situazione e dal momento, le nostre anime, all’improvviso, si riconnettono e ci fanno tornare uniti. Pronti a continuare il nostro cammino insieme, intrapreso un anno e mezzo fa e mai interrotto, neppure quando sembra che le avversità ci sovrastino.