La nostra storia è un fulgido esempio di crescita personale.
Ogni volta che io e Acero ci rivediamo, l’asticella si alza (ps: non è una battuta a doppio senso!) e noi, come coppia, ci eleviamo ad un grado superiore di benessere e stupore.
Ed accade, spontaneamente e senza alcuno sforzo, proprio quello che viene perseguito dai percorsi di miglioramento personale, attraverso esercizi pratiche, riflessioni teoriche e tanto impegno.
Ieri Pesciolina ed Acero si sono finalmente incontrati dopo ben due mesi di distacco forzato.
Ebbene, ogni singolo istante del tempo passato insieme è stato fluido, pieno di emozione, arricchente, meraviglioso.
E’ stato quasi perfetto, e dico “quasi” perché si può ritenere, con ragionevole probabilità, che la prossima volta io e te, caro Acero, arriveremo ancora più vicini al concetto di perfezione. Miglioreremo. Perché questo fa la nostra storia: si sviluppa ed evolve nel nome dell’Amore.
La sua crescita personale è lampante ai nostri occhi e, ancora di più, ai nostri cuori.
Noi come coppia miglioriamo, e quando crediamo di essere arrivati ad un punto davvero alto, ecco che la volta successiva ci ritroviamo a vivere una passione di corpi ed una comunione di anime ancora più intense, tanto da renderci stupefatti, incantati e commossi.
I polpastrelli delle mie dita che sfiorano la tua pelle nuda.
I nostri respiri a pochi centimetri di distanza.
Il mio orecchio che sente il battito del tuo cuore dal tuo petto.
Le tue mani, che mi sembrano sempre così grandi!
I nostri sorrisi e la gioia di stare insieme.
E le lacrime che vorrebbero sgorgare dai miei occhi, perché il sentimento è tanto forte e lo struggimento nel pensare che quelle poche ore insieme dovranno bastarci per tanto tempo, provoca una morsa allo stomaco e il desiderio di piangere.
Ma va bene così: sono felice di essere innamorata di Acero e, soprattutto, di poterlo amare.
Se la crescita personale è quella che stiamo vivendo io e te ogni giorno, beh, caro Acero, tu sei un meraviglioso mental coach!…
In questi giorni estivi arriva il
…e tornare qui, sul nostro blog. Ho bisogno di fermarmi e restare un po’ tra queste pagine, in mezzo ai nostri ricordi e a quello che è
Questo post, caro Acero, vuole essere una dichiarazione d’amore per te. Proverò ad esprimere quello che mi stai donando in questi ultimi giorni, sperando che le mie parole diventino una dedica speciale per te, tutta per te. Vorrei tanto che, leggendolo, tu 
Caro Acero, quando ti penso ancora addormentato e in procinto di svegliarti, vorrei essere là con te, al tuo 
Caro Acero, ieri mi hai chiesto cinque minuti. “Ancora cinque minuti”. Le lancette dell’orologio da polso che ti ho regalato e che, prima che giacessimo insieme, ti eri tolto e avevi appoggiato sul comodino accanto al letto, segnavano l’orario che ci impone di iniziare a pensare che il nostro tempo insieme, nella giornata di ieri, stava volgendo al termine e presto ci saremmo dovuti salutare. Ma tu mi hai invitata a stendermi su di te e stringerci in un dolce e amorevole abbraccio per altri cinque minuti. Ho provato scherzosamente a contrattare, proponendo tre minuti, perché dovevamo impiegare del tempo anche per rivestirci. Ma tu sei stato irremovibile: “cinque minuti”, perché ne avevi bisogno. E così, mentre eri disteso sul letto e io in piedi nella stanza, hai allargato le braccia,
Acero parla spesso di ciò che gli arriva da parte mia. Si riferisce a quanto io riesco a trasmettergli, consapevolmente o meno, superando ogni distanza tra noi, sia fisica che emotiva. Ciò che arriva può essere la
Noi siamo fatti così: all’improvviso, dalle stelle luminose che illuminano il cielo del nostro Amore, precipitiamo rovinosamente a terra, e ci ritroviamo rinchiusi in anguste stalle, al buio e isolati l’uno dall’altra. Soffriamo, non ci comprendiamo, ciascuno di noi affronta la propria personale lotta interiore e, financo, il lutto (quest’ultimo è la mia specialità: sono solita immaginare i più cupi scenari in cui la mia vita si svolge senza Acero accanto a me). E poi, quasi senza accorgercene, all’improvviso, ci risolleviamo entrambi dalla caduta; alziamo di nuovo lo sguardo verso il nostro cielo e, soprattutto, ci lasciamo nuovamente inondare e travolgere dalla luce e dal calore del nostro Amore.