Riflessioni

Di prima mattina

Di prima mattina in casa c’è molto silenzio; sento soltanto il brusio del frigorifero in cucina. Sono seduta al tavolo, da sola, con il mio caffè bollente nella tazzina.

Sto iniziando la mia giornata…però manca qualcuno. E quel qualcuno, sei Tu.

Tu sei il mio inizio più bello, il posto dove vorrei sempre tornare, per non andare più via.

Buongiorno Amore mio!

Tua Pesciolina

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Foglie d’autunno

“Si sta come/ d’autunno/ sugli alberi/ le foglie”. Questa è la poesia “Soldati”, di Giuseppe Ungaretti.

Le foglie d’autunno qui accanto ricoprono il marciapiede della via dove abito e lo colorano. Ho scattato questa foto oggi pomeriggio, mentre passeggiavo, taciturna e riflessiva, ascoltando la Natura intorno a me.

Il cielo terso, la tiepida luce autunnale che illuminava gli alberi variopinti della strada, il cinguettio degli uccelli tra le loro fronde e un gatto bianco con macchie nere – attento osservatore – hanno accompagnato la mia malinconia.

Siamo foglie d’autunno, e cadremo. Non sappiamo né quando, né dove, e neppure il motivo, ma capiterà. È la natura umana, è l’ordine delle cose, è sempre stato così e sempre così sarà.

E perderemo, inevitabilmente, delle persone a noi care, e ne soffriremo la mancanza.

Andremo avanti con il cuore pieno d’amore, ma verremo spesso travolti dal dolore, e ci nutriremo di ricordi preziosi che dispensano gioia e sofferenza al tempo stesso.

Pensavo a tutto questo, mentre calpestavo le foglie d’autunno, perché oggi è caduta una foglia giovane.

Era una ragazza che amava sciare, e che ha trovato una morte improvvisa proprio scendendo lungo una pista innevata. Aveva un dolcissimo sorriso, e quanto le è successo mi ha lasciato tanta tristezza, in una giornata autunnale placida e lenta, perché da genitore non posso che restare affranta e senza fiato, al pensiero del dolore dei suoi cari, alle domande che si porranno e alla fatica dei loro giorni a venire.

Vorrei vedere tutti i nostri ragazzi come dei germogli, aperti ad una vita duratura e ad una crescita costante, e non come foglie d’autunno che cadono.

Buon viaggio Matilde, ovunque tu andrai.

In questa sera malinconica, il mio pensiero affettuoso e pieno d’Amore va a tutti i giovani che abbiamo perduto e che resteranno tali per sempre, protetti nei nostri cuori e vivi nei ricordi di chi li pensa, oltre il tempo e lo spazio.

 

Il legame

Questo pomeriggio io e Acero non possiamo parlarci a causa dei reciproci impegni…soprattutto tu, caro Acero, hai una giornata molto impegnativa, ma entrambi sappiamo che il nostro legame fa sì che riusciamo a sentirci presenti l’uno nella vita dell’altra anche senza bisogno di parole e contatti. Non succede sempre, ma io sento che oggi ce la stiamo facendo. Sono molto presa da te, mi sento connessa a te, e ti sento tanto vicino.

Non so ancora come è andato il tuo primo appuntamento lavorativo, quello che ti teneva in tensione. Ovviamente spero che sia andato tutto per il meglio e che la tua stanchezza sia gestibile.

La tua concentrazione odierna, la tua testa un po’ presa dai pensieri lavorativi mi sono arrivati fin sotto la pelle, perché ho imparato a conoscere ed interpretare le tue espressioni del viso e i loro minimi cambiamenti…esattamente come sai fare tu: sei in grado di cogliere una sfumatura di umore da un fugace movimento dei miei occhi o da un piccolo mio gesto.

Mi piace il nostro legame, mi piace sentirmi legata e connessa a te.

Nei momenti quotidiani più difficili ed impegnativi, mi piace tanto pensare che sono la tua donna, che io e te ci amiamo e siamo una coppia.

È un punto fermo – un legame, appunto – che mi dà forza ed energia. Soprattutto, che mi avvolge d’Amore.

Playlist

La mia canzone preferita, quella che sicuramente non manca mai nella mia playlist, è “It must have been love” dei Roxette, celeberrima canzone d’amore che io ascoltai la prima volta quando vidi, da ragazzina, corrente l’anno 1990, il film Pretty Woman, con protagonisti quei due super fascinosi di Julia Roberts e Richard Gere. Aggiungo che quello è uno dei miei film preferiti, lo conosco a memoria, lo guardo sempre volentieri (e so di essere in ottima compagnia). Tra l’altro, i favolosi abiti indossati da Julia nel film sono ancora oggi molto attuali, hanno un’eleganza senza tempo. I Roxette sono stati un meraviglioso gruppo pop: amo tutte le loro canzoni e le ascolto molto spesso, e mi dispiace molto che Marie Fredriksson sia mancata per malattia nel 2019.

Nella mia playlist c’è, ai primi posti, “Iris” dei Goo Goo Dolls, anch’essa colonna sonora di un film (City of Angels, con Meg Ryan e Nicholas Cage) che, però, non ho mai guardato. Ho letto che questa canzone è considerata una delle più romantiche mai scritte e non posso che essere d’accordo. Non mi stanco mai di ascoltarla, torna periodicamente in auge nella mia playlist nelle varie fasi della mia vita. Vi segnalo il video del concerto dei Goo Goo Dolls a Buffalo – NY quando la band l’ha suonata sotto il diluvio, con il pubblico che cantava con loro all’unisono fregandosene dell’acquazzone…brividi! “Iris” l’ho fatta ascoltare ad Acero, mentre eravamo insieme, su un letto con le lenzuola bianche, io seduta con le gambe incrociate e lui accanto a me che baciava e accarezzava il mio ginocchio destro, guardando di sfuggita il video che scorreva sul mio telefonino. È un’immagine di noi due che ricorderò per sempre e non è un caso che io abbia postato su questo blog una citazione tratta proprio dal testo di Iris.

Nella mia playlist troviamo poi Madonna, onnipresente dagli anni 80 sulla scena musicale. A scuola mi avevano fatto fare un balletto di ginnastica sulle note di “True Blue”, canzone allegra e spensierata. Ascolto sempre volentieri “Vogue” e “Cherish”, i cui videoclip sono davvero belli secondo me. Sicuramente, tra le mie canzoni preferite c’è “Like a prayer”: l’ho ascoltata innumerevoli volte!

E poi…e poi…beh ragazzi, io appartengo alla generazione cresciuta con gli 883 e il mitico Max Pezzali! È impossibile scegliere un unico titolo della loro discografia! In ordine sparso: Come mai, Gli anni, La dura legge del Gol, Nord Sud Ovest Est, Tieni il tempo, Una Canzone d’Amore… Acero sicuramente aggiungerebbe a questa lista “Eccoti”, la canzone che mi ha dedicato, commuovendomi, poco dopo che ci eravamo conosciuti. Eccomi caro Acero, ed eccoci qui, io e te! Oggi, e domani, e ancora per…trent’anni!

Immagini e sensazioni di noi due

Le immagini e sensazioni di noi due sono le tue labbra carnose, e la pelle intorno un po’ arrossata per tutti i baci che ti ho dato. Le nostre mani intrecciate strette, e io che ti chiedo quale è la tua e quale la mia, perché non riesco a distinguerle. Le sensazioni sono la paura di perderti, che bussa al mio cuore mentre ti stringo a me, e lo so che è irrazionale, che è ingiustificata, ma non posso fare a meno di provarla, ed è come se la vedessi accanto a me. E allora penso che probabilmente capita a chi è innamorato, e quindi la accetto. Così come accetto di provare questo miscuglio di sensazioni, che mi travolgono mentre tu sei in viaggio per tornare a casa e io scrivo di getto queste righe. Scrivo qui, mentre ho ancora il tuo profumo sulle mie narici, per rendere meno dolorose la mancanza, la malinconia, lo struggimento e la nostalgia. Tutte dedicate a te. Arrivano tutte insieme, come un’alta marea, e poi lentamente si ritirano in un angolino del mio cuore. Restano tante, tantissime immagini e sensazioni belle, piene, avvolgenti. Il nostro amore immenso, il calore del tuo corpo, il tuo bellissimo sorriso, e l’immagine di noi due davanti allo specchio: tu mi abbracci da dietro, le tue braccia mi cingono il seno. Quella è una delle tante istantanee di noi due che resterà viva nei nostri ricordi. A noi non servono foto insieme, nessuno scatto potrà mai catturare ciò che siamo noi due insieme: un uomo e una donna che si amano. E che intendono farlo per oltre trent’anni.

Casa

Casa è il luogo dove ci sono i nostri affetti. Casa è il rifugio sicuro, il posto dove possiamo sentirci liberi di essere noi stessi ed esprimere le nostre emozioni. E per tutto questo, non abbiamo una sola casa: essa non è un unico luogo, ma si trova ovunque abbiamo un legame forte e dei ricordi speciali.

Per me è la cucina della nonna, con quella finestrella che si apriva sul giardino. Io e lei prendevamo delle briciole di pane e le mettevamo sul davanzale, poi ci nascondevamo e stavamo ferme, in attesa: mia nonna aveva un amico pettirosso che ritornava sempre a mangiare il pane. Non so quale fosse la magia, ma lui arrivava! E io lo ammiravo incantata.

Casa è quella dove sono cresciuta con la mia famiglia, e che, anche se oggi tante cose lì dentro sono cambiate, resta sempre il posto dove mi sono sentita amata e quando ci entro, ritrovo sempre il ricordo vivido di mia madre, come se potessi vederla, lei che mi accoglie con il suo sorriso, anno dopo anno, sia che io tornassi dalle superiori, oppure dalla lezione all’università.

Casa, oggi, è per me ovunque io sono con i miei figli.

Casa è anche quella che ho con Acero. Non è in muratura, non è ancora collocata in un luogo preciso, ma esiste, c’è, e la stiamo costruendo ogni singolo giorno, per noi due e il nostro Amore: essa è ogni singolo posto dove io e lui abbiamo passeggiato, ci siamo distesi, abbiamo bevuto un caffè.

Casa è Acero che mi guarda, mi abbraccia e mi bacia.

Crisi…ovvero…scelta!

Lo so, il titolo di questo mio articolo desterà probabilmente un po’ di preoccupazione in Acero; del resto, la parola “crisi” evoca sempre, per chiunque, degli scenari cupi o comunque problematici, e suscita emozioni per lo più negative. Se poi la si usa in un blog che parla principalmente dell’Amore tra due persone e della loro vita in coppia…è facile farsi prendere da un po’ di ansia. Ma no Acero, stai tranquillo, io e te non siamo in crisi!

È come quando tu hai scritto, su queste pagine, la tua riflessione intitolata “siamo in tre”, dove hai spiegato che il nostro Amore è fatto di me, di te e di…nessun’altra, bensì di noi (…e ti sei salvato in corner!).

Per cui, spiego subito cosa intendo dire quando scrivo “crisi…ovvero…scelta”: come forse qualcuno di voi sa, la parola “crisi” deriva dalla corrispondente parola greca “krisis”, che significa “scelta”, “decisione”, e non ha pertanto la connotazione negativa che noi le attribuiamo.

Riflettendo su questo concetto, possiamo provare a pensare che, quando ci troviamo in un momento di difficoltà, non siamo, in realtà, confinati in una terra arida dove ci imbattiamo soltanto in problemi ed ostacoli che ci suscitano dubbi e sofferenze emotive, ma abbiamo la possibilità di far germogliare e plasmare delle occasioni di cambiamento e di trasformazione per noi stessi.

La crisi e la scelta possono essere davvero due facce della stessa medaglia – immagine tutto sommato azzeccata, visto che siamo in periodo di Olimpiadi! – e farci realizzare che la prova che ci troviamo ad affrontare, e che ci mette in crisi, può aiutarci a conoscerci meglio e farci scoprire energie e soluzioni inaspettate che noi stessi possiamo scegliere di realizzare.

Queste mie riflessioni nascono dal fatto che l’altro giorno, in una manciata di minuti, sono riuscita a ad interrompere bruscamente la scia del benessere che ci tiene compagnia nei giorni successivi ad un nostro incontro.

Tra me ed Acero è sorta molta tensione, ci sono state delle incomprensioni e siamo quasi tornati indietro (forse anche senza “quasi”!) ai periodi più difficili della nostra storia. Ci è mancato poco che io erigessi il muro di vecchia memoria…se non l’ho fatto, è stato soltanto perché in questo periodo sono molto stanca. Ho percepito distintamente una crisi tra noi due, non certo drastica, ma l’ho avvertita. Ero come spenta, distante e fredda, e non è stato facile “risintonizzarmi” sulla comunicazione di coppia, affrontare le questioni sollevate da Acero, cercare di spiegargli che il mio amore per lui non è intermittente, ma sono io che talvolta non ho abbastanza energie e mi perdo negli impegni quotidiani.

Oggi, dopo che ieri eravamo riusciti ad appianare alcuni punti, ci siamo confrontati a cuore aperto al telefono, con dolcezza e pazienza, e io mi sono rasserenata. Dalla crisi è come scaturita una linfa vitale, e ho ancora una volta capito che la mia scelta è, e sarà sempre, una ed una soltanto: Acero!

Qui e ora

Qui e ora: è il tuo invito a pensare così, per non sprecare nemmeno una lacrima d’amore quando siamo insieme.

Qui e ora, mi imprimerò nella mente nel momento in cui la tua sagoma comparirà di fronte a me. Sarai reale, luminosa, splendida. Il tuo sorriso anticiperà la tua voce: in un istante verrò pervaso dal benessere che solo tu sai infondermi.

Qui e ora, mentre saremo mano nella mano, senza una destinazione particolare. Averti al mio fianco rende ogni luogo degno di essere vissuto. Non cambia essere al cospetto di un’opera d’arte o attorniato da grigi capannoni di un quartiere industriale. Ci sei tu, il mondo è magnifico.

Qui e ora, quando la tua pelle sarà il mio vestito. Quando noi diventiamo tutto il mondo, tempo e spazio non hanno più significato, i rumori esterni giungono flebili, il mio orizzonte è il profumo del tuo corpo. Qui, dove il nostro amore si materializza, diventa tangibile, palpabile e respirabile.

Qui e ora, durante gli ultimi metri percorsi insieme, cercando di immagazzinare tutto quello che ci siamo donati e ci stiamo dando; provando a fissare ogni attimo, ogni sensazione, ogni istantanea, perché possa rimanere con noi. Qui, in quell’abbraccio stretto perché la tua impronta possa restare su di me, come una sindone.

Qui e ora… Sarà difficile da digerire mentre i chilometri di distanza si accumuleranno. Inizieranno a scorrere i minuti, poi le ore, i giorni e le settimane, prima di abbracciarti nuovamente. Il cuore colmo d’amore verrà trafitto dalla malinconia. La gioia di averti nella mia vita verrà spenta dall’impossibilità di essere con te quando lo vorrei (più o meno sempre).

Imprevisti e probabilità

Gli imprevisti e le probabilità del famoso gioco da tavolo del Monopoli, io non li ho mai capiti del tutto. Voglio dire, nella mia personale interpretazione, gli imprevisti (cartoncino arancione) dovrebbero essere sempre delle circostanze sfortunate, mentre le probabilità (cartoncino grigio chiaro o bianco sporco…ecco, nemmeno il colore l’ho mai inquadrato del tutto!) le ho sempre immaginate come dei veri e propri colpi di fortuna, delle opportunità. Non è così, perché talvolta il mazzo di carte arancione ha regalato dei grandi sorrisi al giocatore fortunato, mentre quella determinata carta bianca/grigia/non si sa, ha suscitato qualche arrabbiatura.

Ieri io e Acero abbiamo avuto l’ennesimo imprevisto, che per noi è sempre qualcosa che si mette di traverso e scombina i piani e crea fastidio, soprattutto perché – come abbiamo già raccontato – non dipende quasi mai da noi e dalla nostra volontà. Trattasi infatti di sfortune esterne che ci piombano addosso. La nostra abilità è quella di cercare di risolvere gli imprevisti e magari trasformarli in opportunità. Non è facile, e spesso è questione di cambiare prospettiva e punti di vista per mettersi in moto e reagire alle piccole avversità che ci mettono i bastoni tra le ruote.

Eh già, la vita è un po’ come quando a Monopoli peschi una carta dal mazzo degli  imprevisti o delle probabilità, e non sai bene che cosa aspettarti! Ogni giorno che viviamo, per quanto già programmato e routinario possa sembrarci, ci riserva degli accadimenti che, a ben vedere, a seconda di come li interpretiamo e affrontiamo, potremmo qualificare come imprevisti…oppure come probabilità. Io, è ovvio, di gran lunga preferisco queste ultime, purché corrispondano alla mia personale definizione, data in senso positivo.

È tanto tempo che non gioco a Monopoli e non sono mai stata una giocatrice paziente: ero impulsiva e con scarso spirito imprenditoriale. Però, se capitavo in prigione, la prendevo, tutto sommato, con filosofia. Certo, se avessi avuto la carta degli imprevisti o delle probabilità che faceva uscire subito di prigione, sarebbe stato meglio. Ma non importa: ho vinto lo stesso alcune partite, come ne ho perse tante. Ma alla fine conta aver giocato, ed essere arrivati fino a qui, con lo sguardo rivolto al futuro e alla strada ancora da percorrere!

 

Il tempo lento

In questo momento sono a casa mia, da sola, in una domenica in cui il tempo scorre lento e sembra quasi che resti fermo. Non è così, ovviamente: i minuti passano, e sappiamo tutti che il tempo scorre, e che è la nostra percezione a farcelo vivere in modo lento o veloce. Io sto bene quando sono sola: non mi dispiace poter stare in silenzio, in disparte dal mondo, lasciando fluire liberamente i pensieri e i ricordi, e pensando anche a ciò che dovrei o potrei fare. In questo momento resto ferma, indecisa e con la testa sulle nuvole, lasciando che questo tempo lento passi. Sono presente a me stessa, e mi sento bene perché so che nella mia vita c’è una persona speciale. C’è un uomo che mi accende non appena io lo penso. Un uomo dolce, forte, intelligente, premuroso, con un mondo interiore tutto da scoprire e ammirare. Il tempo passato con lui è poco, purtroppo. Almeno per ora, perché sogniamo di poter aumentare le occasioni per stare insieme. Mentre sono qui, da sola, a pensare ad Acero e al nostro Amore, mi sovviene questa frase di Jorge Luis Borges: “Stare con te o non stare con te è la misura del mio tempo“.

Per me ed Acero è proprio così. Viviamo le nostre vite e le nostre giornate, sapendo che, in esse, la presenza dell’altro è vera ed autentica, anche se non ci possiamo toccare e non condividiamo lo stesso spazio. Ma i nostri pensieri sono rivolti, alla fin fine, al momento in cui potremo azzerare le distanze e dilatare il tempo, per poterci amare con i baci e le carezze.