
Reggo… e non devi avere dubbi.
Arriva un gancio, poi un jab, un altro montante e poi un diretto. Ma non mollo, non cado. Resto in piedi, barcollo, e ricomincio a saltellare. Schivo un montante, poi un altro gancio mi fa piegare. Ma resisto e reagisco. Tu non sei l’altro pugile. Sei Adriana, la mia Adriana (molto più attraente in verità;)).
Troppo cruenta? Sono il salmone nel fiume dell’Alaska. La corrente mi respinge, gli artigli degli orsi mi scalfiscono. Ma io sono il salmone che ce la fa. Le mie scaglie sono rovinate, le membra provate, ma arrivo al nido, arrivo a te.
Reggo, come la caravella che attraversa l’Atlantico. Senza sapere quando e dove troverò terra, supererò le tempeste. Non sarà una falla nello scafo ad affondarmi, non sarà l’albero di prua spezzato a fermarmi; aver perso dei listelli di balsa non rappresenterà un ostacolo insormontabile. Approderò sulla tua riva sabbiosa.
Non avere timore, sono solido. Pazienza e resilienza, ci siamo detti. La pazienza può venire meno in alcuni momenti. Il pessimismo può assalirmi, il malumore può incupirmi, la pressione può destabilizzarmi. Ma sono resiliente, raccolgo i cocci, lavoro su me stesso, scaccio i pensieri più tenebrosi. Reggo.
Non sto affogando, non sto cercando di aggrapparmi a te perché tu possa sorreggermi e salvarmi. Ti sto rassicurando. Anche se mi vedi ferito e malconcio, me la cavo. Hai già le tue piaghe da curare. Questi sono i momenti in cui è necessario che tu non ti senta sola a combattere. Magari non potrò esserti d’aiuto come vorrei; ma non sarò una zavorra ulteriore.
Siamo insieme. Lo saremo per tanto tempo. Quando le nuvole coprono la luna e navighiamo al buio, teniamo la rotta, resistiamo alle secche e agli scogli che affiorano. Resto accanto a te, magari sorridendo meno, ma ci sono. Hai iniziato a conoscere le mie debolezze, comprendi sempre meglio le mie difficoltà. Saprò darti prova che non mi sconfiggeranno. Ti ho dichiarato amore e ti ho promesso amore. Reggo.