Stare bene è importante…anzi, è la cosa più importante. Non a caso, quando ci si incontra, una delle prime domande che poniamo all’altra persona è: “Come stai? Va tutto bene?”. Non è una frase di circostanza, soprattutto quando è rivolta a qualcuno che amiamo.
“No, non va tutto bene” mi risponde Acero. Lo so, lo sappiamo. Io e lui stiamo soffrendo, stiamo entrambi male da qualche giorno.
È inutile nasconderlo a casa nostra (cioè, in questo nostro blog): già ci tocca, nelle ore diurne, navigare a vista, cercando di concentrarci sul lavoro, su ciò che ci circonda, su mille cose per tenerci impegnati e non pensare; già ci tocca fare lo sforzo di sorridere, di comportarci come al solito, mentre dentro si agitano sentimenti di rabbia e frustrazione, si prova un senso di impotenza misto al nervoso, e il malessere fisico è tangibile. Eh sì, lo stomaco si stringe, la testa è pesante, il cuore scricchiola. Di notte poi…beh, l’insonnia non dà tregua, guardiamo l’orologio ogni due per tre, ci giriamo e rigiriamo nei rispettivi letti senza trovare alcun sollievo. E’ un vero tormento avere il cervello che elucubra e non riesce a mettersi quieto, e a far riposare il corpo.
Del nostro stare male ne parlo quindi qui, stasera, dando voce non soltanto a me ma anche, indirettamente, ad Acero. Lo scrivo senza alcuna vergogna né timore: è un dato di fatto che io e lui non stiamo bene in questi giorni. E stare male non è mai bello.
Cerchiamo di andare avanti, di reggere, di restare fiduciosi in attesa di tempi migliori, sperando che questi arrivino davvero. Ci basterebbe, intanto, poter parlare senza essere interrotti in continuazione. Vorremmo riuscire a programmare un nostro appuntamento senza doverlo rimandare, all’ultimo momento, a causa dell’ennesimo imprevisto o contrattempo. Desideriamo superare anche questo periodo difficile.
Stare bene è il faro che ci guida, è l’obiettivo di ciascuno di noi; quello mio e di Acero è stare bene noi due, insieme.